Si sentì libero come non gli accadeva da mesi. Lontano dai debiti, da un lavoro impossibile, un capo dispotico, una città odiosa, vicini impiccioni e una moglie incinta con cui non faceva altro che litigare. Non ne poteva più. Non che avesse capito come fosse accaduto, ma tutta la sua buona volontà, tutti i suoi propositi si erano trasformati in un inferno.
Non sarebbe voluto scappare, ma non aveva avuto altra scelta: da qualche parte aveva lasciato andare i suoi sogni ed era sua ferma intenzione recuperarli. A questo pensava, mentre l'auto sfrecciava solitaria nella notte lungo l'autostrada. Si era portato con sé un bagaglio leggero: qualche vestito di ricambio, qualche cd, i documenti e poco altro. Sembrava quasi il bagaglio di un uomo in vacanza, e non quello di una persona in fuga da tutto.
Ma ci aveva pensato bene, prima di prendere quella decisione, ci aveva pensato per settimane e si era convinto che, in fondo, quel poco che c'era in casa poteva tenerselo lei. Del resto la lasciava in una condizione non facile, incinta, senza un lavoro e con sei mesi di affitto arretrato da pagare. A lui era bastato svuotare il bancomat.
“Con quella vita ho chiuso!” pensò mentre dietro di lui c' era un'auto in arrivo, la quale, lampeggiando coi fari, manifestava la chiara intenzione di sorpassarlo. Diede una rapida occhiata allo specchietto retrovisore. E fu allora che vide. Che vide che non serviva a niente. Vide che tanto il suo problema più grave continuava a portarselo dietro. Vide i suoi stessi occhi. Il problema non era il bambino in arrivo. O i sei mesi d'affitto o quell'imbecille del capo, né tutto il resto.
Il problema era lui, lui stesso, e da quello, beh, da quello non sarebbe mai potuto scappare. L'euforia scomparve all'improvviso, mentre era nei pressi di un autogrill. Decise di fermarsi. Era stanco, aveva già fatto 500 km e per cosa? Per bersi un merdosissimo caffè in compagnia di un barista assonnato e un camionista con una birra in mano intento ad allenarsi alla gara di rutto libero! E va bé, pazienza! Finché era durato il suo progetto si era sentito sereno, sereno come non gli capitava da tempo ma oramai tanto valeva tornare indietro. Se si sbrigava forse sarebbe arrivato in tempo per arrivare in orario al lavoro. Il ritorno fu meno piacevole ma senza problemi.
Fu quando rientrò che trovo la sorpresa: sua moglie se l'era squagliata portandosi via tutto. Gli aveva lasciato solo un biglietto: “Me ne vado, fuggo lontano da te, da questa vita e da tutto il resto. Non cercare di rintracciarmi, tanto non abbiamo niente in comune, neanche il bambino, non è neanche tuo”.
Non provò rancore, invidia piuttosto: nella stessa notte, entrambi in fuga dalla stessa persona, lei era l'unica tra i due che poteva farcela. A lui, invece, uno specchio avrebbe continuato a ricordagli che da sé stessi non si può fuggire.
pensieri smarriti per strada e ritrovati nell'etere
Anche le parole vagano nel buio, cercano spazi in cui accendere una luce. Infinite parole nascoste da pensieri inespressi si rifugiano nell'immensità dei sogni. Anche le parole vagano nel cielo, cercano silenzi dove essere ascoltate.
venerdì 23 ottobre 2009
0Una parola, un racconto: FUGGIRE
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giovedì 22 ottobre 2009
0La fine di tutte le storie
ma era una storia già vista
ed è finita anche questa
nei ricordi che hai
della tua vita.
Una foto sul tuo comodino,
i riflessi del sole
una volta illuminavano il cuore,
oggi la luce del giorno
scalda solo il giardino
non colma il vuoto
che senti intorno a te, la persona che amavi non c’è.
Forse era stupido pensare che sarebbe stato eterno,
però la tua vita si è trasformata in un inferno
il mondo sembra vuoto e quel che hai è sempre troppo poco.
Ti accorgi
che qualcosa di speciale
possa trasformarsi
e fare così male
e ti vengono in mente
anche tutte le altre,
storie ormai vecchie
finite nel vuoto
in un giorno ormai ignoto
finite nel buio
nel bagaglio
di ricordi che hai.
Perché accade non sai, restano solo alcune cose tra molte spine e poche rose in questo tuo deserto, un mucchio di ricordi
un mare di rimpianti e di sogni infranti.
E pure stavolta
resterà l’amaro in bocca
e ti chiedi perché
ciò in cui credi
non ha più importanza
quel che vive ancora
è la sua presenza,
i tempi in cui
stavate insieme
quando davvero
vi volevate bene,
quando la tua ricchezza
era nei suoi occhi che rincontri ogni volta in tutto ciò che vedi e tocchi.
E’ un valzer di sentimenti, passioni accese o amori spenti
di istanti rubati alla vita,
il ricordo di una storia finita.
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Etichette: poesie
venerdì 4 settembre 2009
0In attesa nella notte
Mentre in tanti dormono e qualcuno sogna, mentre alcuni si affacciano alla finestra a guardare le stelle e c'è chi ancora spera di vederne una cadente, mentre auto sfrecciano alla ricerca di piaceri notturni e certe donne approfittano del buio per nascondere le proprie lacrime, mentre i cani abbaiano e molti gatti si nascondono, silenziosi, tra i cespugli in attesa della preda, mentre in pochi si amano e qualcun altro scopa, mentre chi ancora guarda la tv ed altri vi si sono già addormentati di fronte dimenticandosela accesa, mentre civette appollaiate sui rami davanti le finestre delle camere da letto fanno sentire la loro presenza ai malcapitati inquilini, mentre le mosche infastidiscono e le zanzare pungono, mentre il neonato piange, la madre sbuffa e il padre finge di non sentire, mentre chiudono i bar e malcapitati operai sono al lavoro in attesa dell'alba o quantomeno della pausa, mentre pattuglie annoiate vegliano sul nostro sonno e agguerriti graffitari colorano i muri, mentre tanti rincasano, alcuni insonni leggono, qualcun altro chatta e la maggior parte cerca siti porno, mentre le coppiette si salutano e roboanti motociclisti rompono il silenzio della notte nonché i maroni della gente, mentre i camionisti viaggiano e qualcun altro sosta, io resto qui, in attesa, non saprei di cosa, forse solo un pensiero, un'idea o almeno un'illusione. In attesa che la notte passi. E ceda il posto, magari, ad un giorno migliore. Continua...
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giovedì 27 agosto 2009
0Paura d'amare
Ma proprio non riusciva a vivere una relazione cogliendo l’attimo, come quando prendiamo un treno perché sappiamo che non si fermerà a lungo ad aspettarci, senza neanche renderci conto se quello va nella direzione che vorremmo. Perché questo gli sembrava facesse la maggior parte
della gente, salvo poi scendere dai treni in corsa.
“Ok, sei carina, simpatica, mi sento a mio agio quando sono con te. Ti sogno anche la notte. Posso dire che mi piaci, mi interessi, che vorrei continuare a frequentarti. Ma ti conosco da neanche una settimana. Non posso che ti amo, se lo facessi mentirei.”
Quello pensava, in quelle rare occasione in cui gli capitavano incontri interessanti.
Non credeva nei colpi di fulmine, aveva bisogno di tempo tempo per capire i sentimenti nei confronti degli altri, ed il modo più sbagliato di cominciare una relazione secondo lui era proprio quello di riempirlo di parole che non sentiva, almeno non ancora.
“Un altro che non sa decidersi” pensavano le donne, sempre convinte che a frenare gli uomini sia la paura di impegnarsi. Ebbene sì, per impegnarsi voleva sentirsi sicuro che potesse funzionare. Se non ne era convinto non si lanciava. Magari era solo questione di tempo.
Magari no .
“Rischia!” consigliavano gli uomini per i quali ogni lasciata è persa.
“Intanto vivila, poi si vedrà. Se è quella giusta lo scoprirai, altrimenti, beh, almeno avrai trombato”.
Non si ritrovava in tutto questo. Forse era solo inadatto ai tempi che correvano, uno di quelli che si fanno troppe seghe mentali, uno che non sapeva vivere o magari era solo un idiota.
Poi però inizia a guardarsi intorno. E scopre uomini sposati che vanno a puttane, donne che pensano che qualche scappatella ogni tanto solidifichi il rapporto, storie spente che si trascinano all’infinito perché, nonostante tutto il dolore che infligge, fanno meno paura del baratro della solitudine, donne in là con gli anni con il desiderio di fare un figlio alla caccia di un possibile buon padre piuttosto che di un uomo che l’ami, uomini alla ricerca della bella di turno, meglio se ingenua, così è più facile da conquistare (ma -si chiedeva- la bellezza può durare a lungo ma mai per sempre, ed allora dopo che fanno, ne cercano un’altra?), donne convinte che un rapporto non possa durare se il tipo non si dimostri prima economicamente stabile (e cosa vorrà mai dire – rifletteva- dal momento che anche gli imprenditori falliscono, nessuno potrà dimostrarsi davvero economicamente stabile, nella scala sociale si può salire come
scendere), persone che si sposano per fare famiglia, dividere le spese, incrementare le proprietà, e quasi mai per amore, perché, dicono, solo l’amore non basta.
Ed allora scusatelo, ci aveva provato, ma dopo quello che aveva visto in giro, dell'amore non ne ebbe solo paura ma un vero e proprio terrore. Continua...
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